Prof. Alessandro Palmieri    Professore di Urologia presso la Clinica Urologica dell'Università di Napoli Federico II    Studio Galleria Vanvitelli, 37    80129    NAPOLI   Telefono 081 5786858
 
video ed articoli Prof.Palmieri
Biografia
Andrologia
Urologia
FAQ - Domande frequenti
Siti consigliati
Contatti
Area riservata
Webmail
Trattamento onde d'urto
Urologia
Tumori del Rene

INCIDENZA
Il tumore del rene colpisce preferenzialmente il sesso maschile rispetto al femminile, con un rapporto di 2:1 ed una maggiore frequenza tra i 60 e i 70 anni. Negli USA ha un'incidenza di circa tre persone ogni 10.000 abitanti.


Fra i tumori benigni si annoverano l’adenoma, l’emangioma, l’angiomiolipoma, e il nefroma mesoblastico. Fra quelli maligni, l’adenocarcinoma e il nefroblastoma; più rari sono i sarcomi.


Adenocarcinoma
Rappresenta l’80% delle neoplasie renali.


SINTOMI
La triade classica è costituita da ematuria (presenza di sangue nelle urine), dolore lombare e reperto di una massa addominale. Questa triade è raramente completa alla prima osservazione del medico, essendo più frequente nei casi di malattia avanzata. Molto più frequente è la scoperta casuale del tumore per un'ematuria anche sporadica oppure per un'ecografia di altri organi addominali.


I tumori renali tendono a dare metastasi ai linfonodi regionali, ilari, paraaortici, paracavali, e a distanza (polmoni, fegato, ossa e surreni).


DIAGNOSI
Come detto oltre il 50% dei casi è asintomatico.
L’esameTAC con e senza MDC rappresenta un esame imprescindibile non solo per la diagnosi, ma anche per la stadiazione delle neoplasie renali


TERAPIA
La rimozione chirurgica di una parte o di tutto il rene (nefrectomia) è la terapia d'elezione. Questo può comprendere la rimozione della ghiandola surrenale, dei linfonodi retro-peritoneali, e dei possibili tessuti coinvolti per l'estensione diretta (invasione) del tumore nell'ambiente circostante.
Alla chirurgia tradizionale, si aggiungono altre tecniche: la chirurgia laparoscopica e la chirurgia robotica, che permettono di ottenere una fase post-operatoria meno traumatica per il paziente.


Terapie farmacologiche: Farmaci come interferone-alfa e interleuchina-2 (IL-2) hanno successo nel ridurre la crescita del carcinoma renale, inclusi anche casi con metastasi. Alcuni studi hanno dimostrato che IL-2 offre la possibilità di una completa e durevole remissione in alcuni casi. In aggiunta, l'anticorpo monoclonale anti-VEGF ha mostrato avere un'azione interessante nei casi avanzati.


Radioterapia e chemioterapia presentano scarsa o nulla efficacia.


PROGNOSI
La prognosi dipende dalla grandezza del tumore, dal fatto che sia rimasto confinato nel rene oppure no, e dalla presenza o assenza di metastasi. La percentuale di sopravvivenza dopo cinque anni è intorno al 90-95% per tumori più piccoli di 4 centimetri. Per tumori più grossi, confinati nel rene e non vascolarizzati, la percentuale si attesta intorno al 80-85%. Per tumori che si estendono oltre la capsula renale e fuori dal locale investimento fasciale, la percentuale si riduce al 60%. In caso di metastasi ai linfonodi la percentuale di sopravvivenza varia dal 5 % al 15 %. In caso di diffusione di metastasi in altri organi la percentuale di sopravvivenza a cinque anni dall'intervento è meno del 5 %.
Per coloro che hanno un ritorno del tumore dopo l'intervento la prognosi è generalmente negativa. Le cellule del carcinoma renale non rispondono alla chemioterapia e alle radiazioni. L'immunoterapia, che induce il corpo ad attaccare le cellule tumorali rimaste, pare avere più successo.

Esempi di tumore del rene

 
  • Svizzera, pullman da Genova si schianta vicino a Zurigo: morta un'italiana, 44 i feriti - TGCOM
  • Roberto Fico: “Troppe fiducie? Ho parlato con Fraccaro: da gennaio meno decreti - Il Fatto Quotidiano
  • Incendio in appartamento, morta donna - Ultima Ora - Agenzia ANSA
  • Confonde Adriano Sofri con Cesare Battisti: la gaffe del senatore Pepe (Lega) - L'Espresso
    Leggi tutte le news