Prof. Alessandro Palmieri    Professore di Urologia presso la Clinica Urologica dell'Università di Napoli Federico II    Studio Galleria Vanvitelli, 37    80129    NAPOLI   Telefono 081 5786858
 
video ed articoli Prof.Palmieri
Biografia
Andrologia
Urologia
FAQ - Domande frequenti
Siti consigliati
Contatti
Area riservata
Webmail
Trattamento onde d'urto
Andrologia
Induratio Penis Plastica 

DEFINIZIONE
La Induratio Penis Plastica (IPP), detta anche malattia di La Peyronie dal chirurgo francese che l'ha scoperta è costituita da una fibrosi localizzata della tunica albuginea del pene, ovvero della guaina che riveste i suoi corpi cavernosi e che porta spesso ad una deformità dell’organo. Si forma una placca calcifica che porta a una curvatura del pene più o meno importante.


INCIDENZA
Ad oggi l’incidenza e la prevalenza dell’IPP non sono purtroppo ben definite. Un’indagine multicentrica approfondita è stata condotta anche in Italia da centri specialistici andrologici su 2169 maschi: ne è risultata una prevalenza che varia dallo 0,6% nella fascia di età 10-19 anni fino al 35,5% nella fascia 50-59. La malattia si dimostra quindi tipica della V decade di vita, raggruppando in questa fascia d’età più del 50% dei pazienti.


SINTOMI
I principali sintomi sono tre.
Recurvatum penieno: una fastidiosa curvatura del pene che in genere peggiora nel tempo e che può provocare difficoltà nella penetrazione durante il rapporto sessuale.
Difficoltà di rigidità: soprattutto per le placche situate verso la base del pene.
Dolore acuto più frequente durante l’erezione.


CAUSE
Nonostante sia ben chiaro che una flogosi perivascolare sia fondamentale nel determinismo della placca fibrosa, piuttosto oscura rimane purtroppo la causa primitiva. Due sono le ipotesi principali:
1. I microtraumi che si possono verificare in maniera naturale durante i rapporti sessuali o traumi di altra natura.
2. Autoimmunità: la frequente associazione con patologie autoimmunitarie (ad esempio malattia di Dupuytren e diabete mellito di tipo I), le caratteristiche anatomo-patologiche dell’infiltrato infiammatorio iniziale (vasculite essudativa), la similitudine del pattern isto-patologico con quello della sclerodermia, la capacità della malattia di automantenersi fino alla cronicizzazione e fino alla trasformazione degenerativa in quadri metaplasici della tunica albuginea, e i risultati di studi immunologici e genetici hanno condotto molti autori ad attribuire all’IPP un’eziologia immunologica.


DIAGNOSI
La diagnostica per immagini nella malattia di La Peyronie è di fondamentale ausilio non solo per il riconoscimento della malattia, ma anche per le sue implicazioni terapeutiche e di follow-up. Comprende in prima istanza la semplice l’ecografia peniena, ricca di dettagli diagnostici per numero, sede, eventuali calcificazioni e componente infiammatoria periferica alla placca di Induratio.
La risonanza magnetica nucleare consente di evidenziare il dettaglio anatomico delle lesioni dell’IPP e i loro rapporti con le strutture circostanti peniene.


TERAPIE
Non essendovi mai state chiare basi eziopatogenetiche, è stata inizialmente condotta in maniera empirica, avvalendosi, sulla base delle varie acquisizioni, di farmaci appartenenti a diverse e talora contrastanti categorie, come immunosoppressori, antiflogistici, cortisonici e/o antiossidanti, somministrati per os o per via locale.


Oggi si utilizzano terapie farmacologiche, ma soprattutto una serie di trattamenti locali come la terapia ad onde d’urto extracorporea (ESWT) o la ionoforesi, con la quale si veicolano sostanze medicamentose all'interno della placca(il principio fisico che sfrutta è la creazione di un campo elettrico tra due poli).


L’obiettivo dei trattamenti è soprattutto quello di ridurre i sintomi ed arginare l'evoluzione della malattia, che nella sua storia naturale è sempre progressiva.


CHIRURGIA
Se dopo aver bloccato l’evoluzione della malattia permangono alcuni fastidiosi sintomi, in particolare la curvatura peniena si può ricorrere ad una serie di trattamenti chirurgici.


L'intervento chirurgico va eseguito da specialisti particolarmente esperti, dopo averne accertata l’assoluta necessità.


La malattia nei casi più gravi può portare a deficit erettili tali da impedire la penetrazione o erezioni dolorose, in questi casi solo l'intervento chirurgico con l'eventuale applicazione di una protesi peniena può essere di aiuto.


La scelta dell’intervento più idoneo è ancora oggi oggetto di controversia, e questo giustifica (o forse ne è la conseguenza) il gran numero di tecniche chirurgiche proposte.

 
  • Svizzera, pullman da Genova si schianta vicino a Zurigo: morta un'italiana, 44 i feriti - TGCOM
  • Roberto Fico: “Troppe fiducie? Ho parlato con Fraccaro: da gennaio meno decreti - Il Fatto Quotidiano
  • Incendio in appartamento, morta donna - Ultima Ora - Agenzia ANSA
  • Confonde Adriano Sofri con Cesare Battisti: la gaffe del senatore Pepe (Lega) - L'Espresso
    Leggi tutte le news